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L'Hotel "Il Barocco"
Per raffigurare Ragusa con la sua storia, la sua civiltà contadina, i suoi monumenti insigni, sino alle conquiste mercantili, si potrebbe adottare una definizione semplice ma significativa: dal barocco al petrolio. Un territorio rischiarato da una luce che assomiglia a certi luoghi d'Africa e d'Oriente e che l'intrigato svilupparsi dei balconi e dei palazzi riesce a rendere ancora più abbagliante.
Il visitatore non deve lasciarsi sfuggire nulla, dal volto antico, con la visione incantata di Ibla, con i segni luminosi del passato di un barocco trionfante incorniciato in un fantasioso contesto naturale.
Oltre a fiorire sul piano economico e industriale, con l'estrazione del greggio, il capoluogo ibleo, va considerato legittimamente, un centro monumentale e archeologico di rilievo.
L'immagine che vi abbiamo fornito, è già il racconto di un viaggio, un attimo senza tempo che imprigiona, trascendendole storie e storie.
Cosa dire, poi, del museo archeologico, voluto e creato dalla classe intellettuale cittadina? La struttura museale, fu creata dal professore Antonio di Vita e dall'architetto Vincenzo Cabianca. Da Ragusa centro, con lo stridente scenario di Piazza San Giovanni e della Chiesa della Badia, ci trasferiamo attraverso gli oltre 220 gradini che collegano le due parti della città nel cuore del barocco, e così che l'immagine si fa ricordo del desiderio di un viaggio, così apparso e forse già iniziato.
Storie e storie di questo barocco e di quella monumentale chiesa, distrutta e poi ricostruita, il 25 ottobre del 1739 dall'architetto Rosario Gagliardi. Davanti alla nuova chiesa esisteva un ampio spazio in cui prima del terremoto, sorgevano alcuni palazzi.
Ci siamo limitati solo a qualche piccola esemplificazione, il resto è tutto da scoprire, provate a chiedere, cos'è Ragusa, a quei viaggiatori nostrani che passeggiano lungo corso XXV Aprile.
In questo lembo di terra, proprio a due passi dal Duomo di San Giorgio sorge il ristorante "Il Barocco", ubicato all'interno di un antico palazzo nobiliare, si può ammirare lo stridente scenario architettonico, in cui è stato realizzato con la suggestiva mangiatoia per cavalli di fine settecento, in ogni angolo atmosfera, colori e odori, che hanno accompagnato la vita nobiliare di chi ci ha preceduto.
I fratelli Cabibbo, con la loro esperienza maturata negli anni, hanno elaborato particolari piatti gastronomici, mantenendo fede agli aromi e agli ingredienti del tardo barocco.
Occorreva, però, una struttura ricettiva, che riuscisse a dare ospitalità ai tanti visitatori e clienti, ed ecco l'Hotel in un fantasioso immobile di fine ottocento.
Una falegnameria che si trasforma in un albergo, cosa da pazzi!
Ma i fratelli Cabibbo ci hanno stupito anche per questo, avete provato ad esempio ad immaginare il ristorante senza albergo? Affrettatevi a prenotare un pacchetto soggiorno, nel cuore della civiltà, passando magari, delle splendide serate a chiaccherare sui tanti anedoti, legati a Ibla e agli Iblei. Un solo appunto: fatevi consigliare e occhio alla "pancia".
Si rischia seriamente di ingrassare.
Marcello Digrandi / Barbara LaCognata
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